Liturgia delle Ore
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  • Data di prima pubblicazione sul Web:
    18 Giugno 2008

  • Data ultima modifica:
    2011-05-22 15:03


Relazione programmatica
Istituto Santa Famiglia
Gruppo di Salerno

 

L’Istituto Santa Famiglia, istituto secolare di vita consacrata, è parte integrante della Famiglia paolina e come tale ne condivide la grazia e la spiritualità.
Del gruppo di Salerno fanno parte 15 famiglie appartenenti a varie parrocchie della Diocesi ed hanno come guida spirituale mons. Alfano d. Gennaro.
Esse sono attive nelle proprie realtà parrocchiali, in modo particolare per quanto riguarda l'attenzione alle famiglie e soprattutto a quelle in difficoltà.
Con d. Gennaro abbiamo promosso alcuni incontri per la lettura della traccia per il cammino ed abbiamo pensato di approfondire due concetti che riteniamo fondamentali e che riguardano l’assiduità nella preghiera e la Parola di Dio annunciata agli uomini del nostro tempo.
A questo proposito vorremmo trascrivere brevemente alcune considerazioni venute fuori dalla lettura del testo e quindi esporre a S.E. la programmazione delle attività che l’Istituto Santa Famiglia, anche alla luce del testo studiato, intende realizzare.
Innanzitutto, dando uno sguardo alle realtà che ci circondano ci siamo chiesti perchè sono in crisi tante Chiese e parrocchie? Perché lo sono tante famiglie.
La risposta, anche se ad alcuni può apparire troppo elementare o semplicistica, è stata unanime:
«Perché è venuta a mancare la preghiera».
I sacerdoti assorbiti da mille impegni, hanno poco tempo per pregare, insegnare a pregare, fare pregare, catechizzare i fedeli sulla necessità della preghiera. Sappiamo bene che il primo grande mezzo di salvezza è la preghiera: «Senza di me non potete fare niente».
òdire di molte famiglie cristiane, della crisi che le investe oggi, scuotendole dalle fondamenta. Qual è la causa che mina la stabilità delle «piccole chiese domestiche», che le porta allo sfascio? La mancanza di preghiera.
Crisi di fedeltà, di amore, di comprensione, di rispetto reciproco, derivano dall'aver trascurato o dimenticato del tutto la preghiera. Dove non si prega più, viene meno la grazia di Dio e tutto si fa oscuro, più complicato, più difficile finché la stessa vita a due diventa insopportabile con la conseguenza che tutti conosciamo: convivenze, separazioni, divorzi, ecc.
Poi, per non ammettere che questa è la vera causa si adducono mille pretesti, si tirano in ballo incompatibilità di carattere, disaffezione, infedeltà del coniuge, contestazione dei figli, difficoltà economiche; non si riconoscerà mai che l'unica e più vera ragione di tanti fallimenti familiari è la mancanza di preghiera.
La famiglia non è soltanto una comunità di consanguinei che si affatica quotidianamente per la conquista di un bene materiale, ma è prima di tutto e soprattutto una comunità di anime che camminano insieme verso il cielo. Non basta che i componenti di una famiglia preghino ognuno per conto proprio; tanto meno si può concepire che ciascuno, in fatto di fede, la pensi e si regoli come meglio crede. Dopo una giornata di lavoro, di preoccupazioni, di affanni, un poco di preghiera in comune prima del riposo, deve restare una norma inderogabile per ogni famiglia.
E’per questo che i membri dell’I.S.F. di Salerno, consapevoli che per un apostolato efficace è indispensabile intensificare la preghiera, si sono impegnati per l’Ora di adorazione notturna, dalle ore 22 del 1° sabato di ogni mese alle ore 7 del mattino successivo
Tale iniziativa è attuata nelle proprie case, intronizzando la Bibbia, al fine di poter rendere possibile la partecipazione di tutte le famiglie, anche quelle con bambini e si prega per le intenzioni del Papa, del nostro Vescovo, dei Sacerdoti (in particolare per quelli che ci seguono e ci aiutano a crescere ), per le necessità di tutte le famiglie, per i nostri figli e per tutti i giovani.
Con il beneplacito di S.E., sarebbe auspicabile poter estendere tale iniziativa ad altri gruppi tramite la Consulta, in modo tale che ogni comunità possa prendere l’impegno di preghiera in un determinato giorno del mese ed assicurare una preghiera costante tutte le notti.
Passiamo ora al 2° punto riguardante la Parola di Dio ed il suo annuncio con i moderni mezzi della comunicazione sociale.
Essendo la Parola di Dio sorgente inesauribile di santità, perché genera in noi, mediante la fede, la Vita divina, sappiamo che non è possibile raggiungere la santità senza la Parola di Dio, e neppure la salvezza eterna. È la Parola di Dio che ci trasfigura in «nuova creatura» fino a poter ripetere: «Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me» (GaI. 2,20). Ogni comunicazione di Dio con l'uomo avviene mediante la sua Parola.
La grazia insigne che è stata data a noi paolini è la stessa che Cristo ha dato a San Paolo:“Annunziate il Vangelo a tutto il mondo“. Per questo San Paolo scriveva ai suoi fedeli: «Guai a me se non avrò evangelizzato; evangelizzare non è per me un onore ma un dovere».
Nessuno più di noi paolini è chiamato, in prima linea per il carisma ricevuto, ad annunziare il Vangelo con i mezzi della «Comunicazione sociale», che rappresenta l'areopago dell'uomo d'oggi. Se accogliamo veramente la Parola, sentiamo urgente il desiderio di comunicarla e, come nessuno riesce a vedere dove finiscono quei cerchi concentrici mossi da un sasso gettato nel mare, cosi non sapremo mai quanto bene può scaturire dalla «Parola» gettata nel mare dell'umanità. Ma ci vuole coraggio, ci vuole fede profonda e tenace, ci vuole testimonianza di vita!
Non si può fare oggi a meno dei media; essi sono una realtà e non devono farci paura, a patto però che la famiglia, soggetto insostituibile sul versante educativo, non abdichi alle sue responsabilità.
Il rapporto famiglia-mass media va animato, corretto, responsabilizzato.
I rischi legati all’uso dei media sono elevati: clonazione culturale delle famiglie secondo progetti di omologazione, frammentazione della persona, della società e delle relazioni umane, spettacolarità e fuggevolezza dei valori, manipolazione dell’uomo sul terreno dei valori.
La risposta però non sta nella demonizzazione della comunicazione bensì in una formazione all’uso critico dei media, in una stimolazione per le famiglie a farsi promotrici della comunicazione e quindi soggetti capaci di gestire la presenza dei media nelle case e rafforzando la dimensione associativa delle famiglie.
L’educazione all’uso dei media è un diritto soprattutto per i bambini che sono i maggiori fruitori della televisione in quanto oggi, accanto alla TV, ci sono presenze sempre più consistenti dei nuovi media, primo fra tutti Internet che presenta grandi potenzialità insieme a rischi da non sottovalutare. L’uso di questi media, come i videogiochi, la playstation, la navigazione nel web è ormai entrato nel quotidiano di molti bambini e adolescenti mentre resta ancora poco conosciuto dalla maggior parte dei genitori e di molti insegnanti.
Una proposta per non lasciare sole le famiglie in un campo minato e dare loro la possibilità di discernere la bontà o meno di quello che si sta fruendo, sarebbe quella di creare nelle parrocchie, la figura dell’animatore della comunicazione e della cultura, così come suggerito dal direttorio della CEI per le Comunicazioni Sociali “Comunicazione e missione” che non significherebbe l’ennesimo moltiplicarsi di figure all’interno di una realtà parrocchiale ma che potrebbe aiutare non solo i genitori ed i figli ad un corretto uso dei mezzi di comunicazione sociale quanto vedere un coinvolgimento sempre maggiore di forze giovani.
Tale figura potrebbe affiancare quelle ormai classiche del catechista e svilupperebbe la sua azione verso chi è già attivamente impegnato nella pastorale familiare o giovanile, per aiutarlo a meglio inquadrare il suo operato nel nuovo contesto socio-culturale dominato dai media.
I compiti di chi è chiamato a operare in questa prospettiva sono di enorme ampiezza. Impossibile immaginare un animatore isolato pur se dotato di tutte le competenze necessarie; una sua qualità indispensabile è saper lavorare in équipe e in rete.
In conclusione e, nello specifico, a dimostrazione di quanto possano essere importanti per l’annuncio del Vangelo i mass-media, l’I.S.F. di Salerno ha realizzato un sito INTERNET : www.santorosario-vvv.net che registra centinaia di visite ogni giorno da tutto il mondo ed in cui, oltre alla guida per la preghiera personale e comunitaria (S. Rosario, Liturgia delle Ore, ...) sono inseriti l’Opera Omnia di don Alberione e la lettura quotidiana della Bibbia, numerose catechesi ed Omelie del nostro indimenticabile don Lamera ed anche i nostri appuntamenti mensili di preghiera aperti a tutti.

 

PROGRAMMAZIONE PER IL NUOVO ANNO

Alla luce di quanto sopra esposto e riguardando alcuni punti della traccia per il cammino, l’I.S.F., per vivere con coerenza soprattutto il nostro essere cristiani e poi annunciarlo agli altri con i mezzi della comunicazione sociale, ha deciso di intensificare la propria attività dando maggiore spazio alla preghiera e maggiore impulso all’apostolato.
Per il nuovo anno, oltre alle normali attività che ciascuna coppia di coniugi svolge a sostegno delle famiglie delle proprie parrocchie, si prevede di impegnarsi nelle seguenti attività:
  1. Ritiro mensile per l’intera giornata, presso i Saveriani, l’ultima domenica di ogni mese (già attuato in quanto previsto dallo Statuto dell’Istituto Santa Famiglia);
  2. Ora di Adorazione mensile presso le Figlie di S. Paolo il secondo sabato di ogni mese (già attuata);
  3. Adorazione notturna intronizzando la Bibbia nelle proprie case, il primo sabato di ogni mese (già attuata) portando nel cuore anche le intenzioni che S.E. vorrà affidarci;
  4. Ora di adorazione presso la parrocchia di S. Maria delle Grazie e S. Bartolomeo, la prima domenica di ogni mese, pregando per le famiglie in difficoltà ed in riparazione del divorzio e dell’aborto;
  5. Animazione della S. Messa il primo sabato di ogni mese presso il ricovero per anziani;
  6. Incontri di formazione sulla Lettera ai Romani tenuti da d. Alessandro presso la parrocchia di Madonna delle Grazie e S. Bartolomeo, il terzo venerdì di ogni mese.
  7. Peregrinatio della statuetta della S. Famiglia presso le famiglie della parrocchia di d. Alessandro, nel mese di marzo.
Ringraziando di cuore S.E. per l’aiuto che ha voluto fornirci con l’opuscolo, dandoci tanti spunti di riflessione che terremo sempre a mente, assicuriamo la nostra preghiera costante e la nostra devozione filiale.
Salerno, 20/05/2011